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Article Excerpt Pier Vincenzo Mengaldo. La vendetta e il racconto. Testimonianze e riflessioni sulla Shoah. Milano, Bollati Boringhieri, 2007.
La bibliografia riguardante l'Olocausto, termine preferito nella cultura angloamericana (forse, a questo punto, effettivamente preferibile, dato che il termine ebraico Shoah limita di molto la sua portata evocatrice, in quanto termine "esclusivamente interno al mondo ebraico" secondo Alberto Cavaglion nella sua "Nota all'edizione italiana" in Dizionario dell'Olocausto, a cura di ID. [Torino, Einaudi, 2004], p. xxii) risulta nel 2007 di proporzioni sterminate. Pure, le pubblicazioni continuano ad affollare puntualmente (e con ragione, diremmo noi) i cataloghi delle university presses americane, come quelli di molti editori europei. E forse anche a causa di tale ricchezza bibliografica che precede i nuovi titoli che, nelle introduzioni ai propri studi sulla Shoah, o sull'Olocausto, gli autori non esitano ad annotare sempre piu frequentemente le incertezze e le perplessita che hanno accompagnato le loro scelte metodologiche per il proprio progetto, all'imbarazzo su come ragionarne, e, soprattutto, su come tramandare oggi questo evento epocale, secondo l'aggettivo con cui Emil Fackenheim efficamente descrisse l'Olocausto. Emblematico delle perplessita rispetto all'essere della critica storiografica e letteraria della Shoah, e proprio per questo importante punto di riferimento per lo stato degli studi sull'argomento, risulta La vendetta e il racconto, il recente studio di Pier Vincenzo Mengaldo.
Grande interprete e conoscitore della scrittura leviana, autore di indimenticabili pagine sullo scrittore torinese, Mengaldo si cimenta in quello che non si esita a considerare un difficile, quanto assai meritevole, esperimento analitico, la lettura degli scritti testimoniali sulla Shoah come materia di riflessioni. La struttura storiografica su cui poggia l'approccio di Mengaldo, uno fra i piu raffinati studiosi della lingua nella letteratura italiana contemporanea, e quella legata ad una concezione della storia per/attraverso testimoni quale quella proposta da Annette Wieviorka, di cui il critico cita spesso, infatti, passi dall'Eta del testimone come da Auschwitz spiegato a mia figlia. Una storiografia, un guardare alla Shoah, cioe, che, pur avvertendo...
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